Effetto Draghi sull’obbligazionario. Le parole rassicuranti di ieri del presidente della Bce hanno fermato il sell-off delle ultime due settimane. La volatilità persisterà prevedibilmente anche nelle prossime sedute, ma difficilmente si assisterà alle vendite aggressive di questo periodo. Secondo gli analisti londinesi di BNP Paribas l’ondata di ordini di vendita è arrivata a fine corsa. Sempre contorta la situazione in Grecia, dove non sono ancora ben chiare le reali condizioni di liquidità del Paese. Si attestano in calo i principali rendimenti dell’eurozona, sia core che periferici. Dopo una settimana burrascosa, respira il Bund decennale tedesco che ha chiuso in ribasso allo 0,640%. Andamento positivo anche per i titoli di stato italiani, in particolare per le scadenze più lunghe finite in precedenza nel mirino dei venditori: rendimento quinquennale allo 0,735%, decennale all’1,8% e trentennale al 2,93%. Nessuna variazione di rilievo per gli spread: Btp/Bund a 115pb e Bonos/Bund a 111pb con l’agenzia S&P che a mercato chiuso ha confermato il rating italiano a BBB-, outlook stabile. Il sell-off sul secondario dell’eurozona non ha inciso sul mercato interbancario italiano, dove i tassi overnight non hanno tracciato particolari movimenti e sono rimasti sotto lo zero di circa 15 punti base. Giù anche i rendimenti sui Treasury: i deludenti dati sulla produzione industriale americana (-0,3% ad aprile) e sulla fiducia dei consumatori (88,6 punti a maggio), elaborato dall’Università del Michigan, hanno quasi definitivamente allontanato la possibilità di rialzo dei tassi da parte della Fed a giugno. (riproduzione riservata)