Dopo il risultato positivo del collocamento di Bot di ieri, il Tesoro italiano ha fatto anche oggi il pieno con l'asta di titoli di Stato a medio e lungo termine, piazzando tutti i 7,5 miliardi di euro di Btp offerti, con rendimenti in discesa su tutte le scadenze e una buona copertura. Nel dettaglio, l’agenzia del debito ha assegnato i 3,5 miliardi di Btp a 3 anni con un tasso sceso all'1,41% e la domanda pari a 1,43 volte l'offerta; collocati interamente per 2,5 miliardi anche il Btp a 7 anni, con il rendimento in discesa al 3,02%, e l’ammontare di 1,5 miliardi di Btp a 30 anni, con il tasso in riduzione al 4,59%.
A dispetto del momento positivo sul mercato primario italiano, sul secondario oggi il trend è stato rialzista: lo spread tra il Btp benchmark e il fortino tedesco si è allargato a 211 punti, contro i 202 punti della chiusura di ieri, per un tasso retributivo del decennale italiano pari al 3,77%. Anche il differenziale Bonos-Bund era risalito nel corso della seduta a 200 centesimi, per poi flettersi ancora a 191 basis point, col Bono iberico che rende il 3,58%.
La sottoperformance dell’Italia, rispetto al cugino spagnolo, risente delle turbolenze politiche sulle sorti del governo. Alcuni esperti ritengono che un nuovo esecutivo diretto da Matteo Renzi potrebbe non essere negativo per il rischio-Italia, in quanto potrebbe consentire un'accelerazione delle riforme e l’allungamento della prospettiva di governo oltre l'anno; dopo l’intervento di oggi di Renzi, che ha chiesto un cambio di strada e un governo di legislatura, lo spread è tornato intorno ai 204 punti base, con rendimento pari al 3,71%.
Tra i dati macroeconomici in agenda, si segnala l'indice dei prezzi al consumo per la Germania, relativo al mese di gennaio: l’indicatore, in linea con il dato preliminare e col consenso degli economisti, si è ridotto dello 0,6% su base mensile, mentre è cresciuto dell'1,3% su base tendenziale. Dal Bollettino mensile diffuso dalla Banca centrale europea è altresì emerso che le aspettative di inflazione per l’Eurozona restano saldamente ancorate e che l’istituto è determinato a mantenere la politica monetaria accomodante.
Oltreoceano è stato pubblicato un dato poco incoraggiante sulle vendite al dettaglio, che rallentano nel mese di gennaio, riducendosi dello 0,4% su base mensile, oltre le previsioni degli economisti.