Aggiungi Milano Finanza alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenuti
Giornata per l’obbligazionario europeo, dai volumi leggeri che ha visto gli investitori prendere profitto dopo il rally degli ultimi giorni. Dopo le due ultime sedute che si sono mantenute in territorio positivo, gli investitori ora si ritrovano tra due fuochi: la decisione della Bce della scorsa settimana e la riunione del Fomc che si concluderà martedì; per il mercato è tornato in auge la possibilità di un rialzo dei tassi da parte della Fed nei prossimi mesi. I future sui Fed funds al momento, fissano all’ipotesi di giugno una probabilità di quasi il 52%. Mentre per la riunione che si concluderà mercoledì la probabilità è pari al 4%. L’aumento del tasso d’interesse non è quindi un fatto scontato, anche perché a fronte della debolezza del settore industriale (e i dati lo dimostrano), in passato la Fed ha agito al ribasso sui tassi. Inoltre, la ripresa della crescita del Pil post crisi è stata significativamente più debole rispetto ad altri periodi post recessione. Nel frattempo, alla decisione di Francoforte si è unita anche la Banca del Giappone che, come da attese, ha lasciato la propria politica monetaria invariata pur tracciando un quadro non ottimistico circa l’economia, sottolineando che i rischi derivanti dalla congiuntura economia potrebbero giustificare ulteriori politiche espansive nel futuro (la BoJ lo scorso gennaio, ha tagliato a sorpresa i tassi portandoli in territorio negativo). Lo spread Btp/Bund tratta a 105,534 punti base, poco mosso rispetto alla chiusura di ieri a 102,676 pb. (riproduzione riservata)