Giunti alla vigilia del verdetto di politica monetaria Bce, gli altri eventi che hanno caratterizzato la giornata di mercoledì sono stati tendenzialmente in ombra. Dal lato dell’offerta, il triplice appuntamento con l’emissione di carta tedesca (2 anni), portoghese (5/10 anni) e greca (3 mesi). Nello specifico, la Germania ha collocato 3,246 mld euro di Schatz a 2 anni con rendimento al -0,55%, nuovo minimo storico. La domanda, nonostante l'ennesimo calo del costo di finanziamento, è stata solida e si è attestata a 6,549 mld euro, con un bid to cover pari a 2. Sul secondario il rendimento dello Schatz ha aggiornato il minimo storico al -0,58% la scorsa settimana, in scia alle speculazioni del mercato su nuove misure di stimolo da parte della Bce nella riunione di giovedì, tra le quali anche un ulteriore taglio del tasso sui depositi. Tornando sul primario, il Portogallo invece ha collocato 594 mln di euro di Ot a 5 anni con un rendimento del 2,0326% e 621 mln di titoli decennali con costo di finanziamento al 3,138%, in rialzo rispetto al 2,973% dell'emissione dello scorso gennaio. Il rendimento è salito in scia all'incertezza politica del Paese e alle preoccupazioni degli investitori sulle prospettive economiche di Lisbona (la CRA Fitch ha confermato il rating, abbassando però l’outlook da positivo a stabile). In conclusione il secondario italiano ha chiuso la giornata poco mosso, mentre una discreta onda di realizzi ha colpito il Bund, dopo il rally delle ultime sedute, consentendo allo spread tra il decennale italiano e quello tedesco di riportarsi sotto 120 punti base, in calo rispetto alla chiusura di martedì a 124,135 pb. (riproduzione riservata)