Lo spread Btp/Bund tratta poco mosso a 154,15 pb rispetto ai 153,934 di ieri. Cautela anche sulle Borse europee, dove sembra che il mercato si sia preso una seduta di riflessione per misurare il prossimo impatto sui sondaggi americani. Intanto la riunione del Fomc, rimasto fermo come da attese, non ha avuto un impatto visibile sull'universo obbligazionario, con gli investitori che pensano solamente alle elezioni degli Stati Uniti. La Banca centrale d’Inghilterra ha lasciato invariati i tassi e l’ammontare del QE, non sembrando intenzionata ad allentare la politica monetaria vista la buona tenuta dell'economia inglese. Sembra inoltre che le politiche monetarie ultra-espansive della BCE stiano avendo effetti sempre più limitati sull'economia reale (l’inflazione non aumenta quanto dovrebbe), e sempre più distorcenti sui mercati finanziari. Cresce quindi l'esigenza che i governi europei implementino politiche fiscali espansive e riforme strutturali in grado di aumentare il tasso di produttività, che da troppo tempo delude le aspettative. I Governi di Francia e Germania, inoltre, sono entrambi in scadenza, con elezioni politiche a marzo e settembre. Il rischio per Draghi potrebbe quindi essere quello di annunciare l'abbandono delle politiche monetarie espansive, senza avere credibili alternative per sostenere una crescita economica in Europa già decisamente sotto le attese. Si ritiene dunque probabile che all'appuntamento di dicembre la Bce prenda decisioni e faccia dichiarazioni compatibili con l'obiettivo di non passare il testimone ai governi prima della seconda metà del 2017, e se così fosse ci sarebbe da attendersi l'annuncio dell'estensione del QE accompagnato da dichiarazioni molto vaghe sulla fine dello stesso. (riproduzione riservata)