Lo spread Btp/Bund tratta a 131,734 p.b. rispetto ai 133,021 di ieri. Male le Borse europee: il Dax scende di -1,34%, mentre il Ftse Mib perde più del 2%, trascinato dai titoli bancari. La risposta dei bond governativi della periferia agli stress test dell'Eba è stata deludente, ma la resistenza degli spread data la battuta d'arresto dei titoli bancari è degna di nota. Oggi sarà difficile vedere il mercato obbligazionario prendere una direzione precisa, dato che il dato principale della giornata (deflatore Usa) dovrebbe essere rimasto quasi invariato a giugno. La spesa personale Usa a giugno dovrebbe essere in aumento dello 0,4% m/m, alla luce dei dati positivi delle vendite al dettaglio e i servizi dovrebbero essere sostenuti dall'espansione delle utility. Il reddito personale dovrebbe essere in crescita dello 0,3% m/m grazie all'aumento di occupati e a salari in rialzo dello 0,2% m/m, mentre il tasso di risparmio dovrebbe calare a 5,2% mantenendosi sui livelli degli ultimi 6 mesi. Inoltre il deflatore dei consumi è previsto in aumento dello 0,2% m/m (0,9% a/a) e quello core dello 0,1% m/m (1,6% a/a) dopo 2 mesi consecutivi di incrementi dello 0,2% m/m. La variazione di giugno dovrebbe essere vicina allo 0,14% m/m e mantenere quindi la traiettoria dell'inflazione core coerente con l'avvicinamento all'obiettivo del 2% della Fed. Per quanto riguarda l'Eurozona, l'indice dei prezzi alla produzione industriale è salito a giugno dello 0,7% su base mensile, l'incremento più consistente dall'agosto del 2012, mentre è sceso del 3,1% a/a. A maggio l'indicatore era cresciuto dello 0,6% m/m e calato del 3,9% a/a. Il dato di giugno, su base annuale, è risultato migliore del consenso visto che ci si aspettava un calo più consistente del 3,5%. (riproduzione riservata)