Lo spread Btp/Bund rimane stabile a 125,553 p.b. rispetto ai 125,893 di ieri, nonostante l'annuncio di Dbrs di un possibile downgrade dell'Italia. Ieri i Btp hanno stretto rispetto ai Bund sulle scadenze lunghe e si sono mossi in parallelo su quelle medie e corte. La buona performance dello spread si inquadra all'interno di un mese caratterizzato da abbondante liquidità da reinvestire in Btp a causa delle corpose scadenze in corrispondenza della consueta cancellazione delle emissioni a medio lungo termine di agosto. Sul fronte macroeconomico, la bilancia commerciale della Germania ha registrato a giugno un surplus di 21,7 mld di euro: l'export è salito dello 0,3% m/m, mentre l'import ha registrato un incremento dell'1%. Il tasso di disoccupazione in Svizzera si è attestato al 3,1% a luglio (invariato rispetto a giugno). Sembrerebbero rientrate le preoccupazioni sorte a seguito del 3,6% di febbraio, confermando che il Paese sta gestendo bene una moneta sopravvalutata. Il franco viaggia su valori molto superiori a quelli cui i fondamentali lo legherebbero in condizioni di normalità e l'impatto che ciò ha provocato sull'economia deve ancora essere soppesato, quindi potremmo attenderci una disoccupazione più alta il prossimo anno. Inoltre la Brexit è troppo recente perché i suoi effetti possano essere obiettivamente ponderati: al momento ha solo obbligato la Bns a intervenire in maniera massiccia sul mercato per difendere i livelli di competitività del franco. Appare chiaro che solo una cospicua espansione monetaria potrebbe combattere questa guerra valutaria, infatti una disoccupazione più elevata aumenterebbe la deflazione e di conseguenza la Bns sarebbe obbligata a procedere con una nuova misura. (riproduzione riservata)