Lo spread Btp/Bund si allarga, raggiungendo 146,006 pb, per via dei timori sul referendum e sul budget 2017 dell'Italia. Deboli anche le Borse europee in scia alle deludenti vendite al dettaglio tedesche di settembre (-1,4% m/m contro il +0,2% m/m atteso), alla debolezza dei prezzi del petrolio e allo scandalo Emailgate che ha colpito la Clinton, permettendo a Donald Trump di recuperare terreno nei sondaggi. Il Pil preliminare dell'Eurozona è cresciuto dello 0,3% t/t e dell'1,6% a/a nel 3° trimestre, perfettamente in linea al 2° trimestre e al consenso. L’Europa ha resistito bene al voto sulla Brexit, ma la crescita resta comunque debole. L'inflazione nell'area euro a ottobre è cresciuta dello 0,5% a/a rispetto al +0,4% a/a di settembre, in linea alle attese del consenso. Quella core è salita dello 0,8% a/a, anche in questo caso come da previsioni. Passando agli Usa, il report sul mercato del lavoro Usa, in arrivo venerdì, non dovrebbe spingere troppo al rialzo i costi di finanziamento visto che il mercato ha già prezzato un aumento dei tassi di interesse da parte della Fed a dicembre e quindi numeri sopra le attese non cambierebbero il quadro. Dalle varie riunioni delle Banche centrali della settimana non sono attese novità e quindi l'impatto sui bond dovrebbe essere scarso. Il fattore che potrebbe influenzare più di tutti i titoli di Stato è il recupero di consensi di Trump dopo il nuovo scandalo che ha colpito la Clinton. Infine, passando all'Italia, lo spread ha raggiunto i massimi dallo scorso luglio. I problemi di budget, aggravati dai recenti terremoti che continuano a flagellare il centro Italia, e l'avvicinarsi del referendum costituzionale danno ben pochi motivi per aspettarsi un restringimento del differenziale. (riproduzione riservata)