Lo spread Btp/Bund tratta poco mosso a 132,601 pb dopo le aste di Btp odierne: il Tesoro italiano ha collocato 4 mld di Btp quinquennali allo 0,28% e 2,5 mld di Btp decennali con rendimento in rialzo (1,21%). Collocati anche 2 mld di Ccteu a 7 anni allo 0,33%. La risalita del costo di finanziamento dei titoli a 10 anni è il segnale di una tensione per quanto riguarda lo spread Btp/Bund che salirà man mano che ci avviciniamo al referendum. L'indice di fiducia economica nei Paesi dell'Eurozona si è attestato a settembre a 104,9 punti, in rialzo rispetto ai 103,5 di agosto e al di sopra del consenso. Quello delle imprese è salito a -1,7 punti da -4,3 di agosto e del consenso. L'indicatore del settore servizi si è inoltre attestato a 10 punti, in rialzo. Infine il dato definitivo dell'indice di fiducia dei consumatori è risultato pari a -8,2 punti da -8,5 di agosto, in linea al preliminare e alle attese. L'indice di settembre sulla fiducia economica nei Paesi dell'Eurozona conferma che la ripresa è resiliente; l'indice è ora superiore al livello pre-Brexit di 104,6 punti ed è la lettura più elevata da dicembre dello scorso anno. Ora il mercato guarderà i dati preliminari sull'inflazione tedesca di settembre: se dovessero battere il consenso, le aspettative del mercato su interventi da parte della Bce potrebbero ridursi. Draghi ha ribadito ieri di fronte al Bundestag tedesco che per una crescita sostenibile e per una risalita dei tassi tutti devono fare la propria parte. Il riferimento è alla politica fiscale; in generale non c'è dubbio che la politica fiscale dovrà raccogliere il testimone della politica monetaria per stimolare la crescita. Il fatto è che, soprattutto in Europa, servirà maggiore stress per convincere i leader a vincere gli ostacoli. (riproduzione riservata)