Lo spread Btp/Bund tratta poco mosso a 136,017 pb dopo il lieve allargamento in scia alla conferenza stampa di Draghi. La Bce sta guadagnando tempo, infatti è difficile credere che il Consiglio non abbia chiare le opzioni per continuare gli acquisti. Anche se i dati dovessero migliorare, i rischi per la crescita rimarrebbero verso il basso: all'orizzonte si profilano, tra l'altro, l'aggiustamento dei flussi commerciali alla svalutazione della sterlina ed un fitto calendario elettorale. Estendere il QE di 6 mesi avrebbe più benefici che costi per la stabilità dell'area. Tuttavia per un'estensione del QE sarebbe necessario eliminare il limite di rendimento, modificare il limite di detenzione di una singola emissione e/o ripensare la regola dei capital key; opzioni realizzabili ma che spingerebbero i rendimenti del debito tedesco su livelli ancor più negativi. Draghi si è limitato a non sconfessare l'attuale pricing e si è astenuto da segnalare una propensione verso il tapering o un aumento del QE, cosa che si sarebbe tradotta in un selloff dei bond che avrebbe inasprito le condizioni finanziarie. Probabilmente il Consiglio estenderà il QE fino a settembre 2017, ma con il compromesso di effettuare meno acquisti. La conferenza stampa ha provocato pochi danni allo spread; l'attenzione degli investitori si concentra sulle revisioni delle raccomandazioni delle agenzie di rating su Francia, Germania, Italia e Norvegia. Il focus è sulla decisione di Dbrs sul Portogallo, se dovesse procedere con un downgrade, i titoli di Stato lusitani verrebbero esclusi dagli acquisti della Bce e dalle operazioni di rifinanziamento. (riproduzione riservata)