Seduta caratterizzata dai rendimenti in calo su tutto il secondario europeo, spinto dalla lettura accomodante dell'esito del consiglio di politica monetaria di Federal Reserve che, pur lasciando aperta la porta a un nuovo ritocco verso l'alto del costo del denaro a giugno, ha comunicato di non avere fretta di procedere dopo il primo rialzo varato a dicembre. Una decisione che segue a stretto giro la posizione annunciata dalla BoJ, che deludendo i mercati, non ha toccato i tassi. Nello specifico, la Banca centrale giapponese non ha esteso il suo supporto all'economia del Sol Levante preferendo adottare una politica attendista, verificando quale sarà l'impatto dei tassi negativi nel futuro. Dal punto di vista macroeconomico, l’attenzione degli esperti per la giornata di giovedì si è focalizzata sulla stima del Pil americano, il miglior indicatore macro sullo stato di salute di una nazione. La stima in contrasto con le aspettative (+0.7%) ha segnato un lieve aumento dello 0,5% non ha provocato una eccessiva volatilità, in quanto una lettura debole era gia stata ampiamente attesa da tempo. Nel frattempo, sul primario, il Tesoro italiano ha collocato 2,25 mld di euro di Btp a 5 anni con un rendimento dello 0,49%, in rialzo rispetto allo 0,34% di fine marzo, 2,5 mld di titoli decennali all'1,51% dall'1,24% e 3 mld di Ccteu allo 0,59%. Attivo sul primario anche il Belgio, che ha raccolto ordini per oltre 6,5 miliardi di euro per il suo primo titolo di Stato a 50 anni. Si tratta della prima volta il cui il Belgio ha fatto ricorso al sindacato per la parte ultra lunga della curva. Lo spread Btp/Bund ha trattato poco mosso a 120,1 punti base rispetto ai 122,326 della chiusura di mercoledì (riproduzione riservata)