Giornata nervosa ma poco mossa per il mercato obbligazionario europeo, in attesa della riunione della Bce di domani e dei dati sul mercato del lavoro americano di venerdì. Poche le variazioni sulla curva dei rendimenti dei titoli italiani, con il triennale allo 0,32%, il quinquennale allo 0,64% ed il Btp decennale all’1,417%. In leggero rialzo il Bund (0,38%), per uno differenziale a quota 105 punti base. Poco mossi i rendimenti dei decennali spagnoli e portoghesi, rispettivamente 1,36% e 1,89%. Mercato fermo nonostante i buoni dati macro dell’Eurozona: l'indice Pmi composito si è attestato a febbraio a 53,3 punti, al di sotto di attese e consenso, ma in netto rialzo da gennaio (52,6). Situazione simile per il dato relativo al settore dei servizi, che si è attestato a 53,7 punti. Inoltre le vendite al dettaglio sono cresciute dell'1,1% su base mensile e del 3,7% su base annuale. Gli analisti hanno accolto positivamente i risultati, che sembrano confermare l’avvio della ripresa. Importante collocamento sul mercato primario: Atene ha emesso 1,138 mld di euro di titoli a 26 settimane, con rendimento in crescita al 2,97%. L’intero ammontare è stato coperto, ma il rendimento indica come gli investitori ritengano ancora rischiosa la situazione finanziaria greca. Nel frattempo, il costo di finanziamento del Treasury decennale tratta su valori alti, al 2,13%. Il minimo intraday è stato 2,098%, raggiunto in scia alle parole di Evans, che ha allontanato l’ipotesi di un rialzo dei tassi nell’anno in corso; secondo il presidente della Fed di Chicago l'inflazione non tornerà al target del 2% fino al 2018. (riproduzione riservata)