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Il quadro generale sembra aver trovato un po’ di tranquillità dopo le prime elezioni in Grecia (160 voti su 200 necessari, ma il Parlamento tedesco ha votato a favore dell'estensione del secondo piano di salvataggio di Atene) e la decisione della Fed di lasciare invariati i tassi di interesse. Con le crescenti aspettative per il QE, gli spread periferici sono in netto restringimento, con il differenziale tra Btp decennali e omologhi tedeschi che si attesta a 135 punti base. Il rendimento dei titoli decennali italiani ha toccato il nuovo minimo storico a quota 1,923%, ma si è assistito ad un abbassamento di tutta la yield Curve. Il differenziale Bonos/Bund segna 113 punti, per un tasso dell'1,76%. In calo anche i titoli ellenici a 10 anni ora all'8,572% e quelli russi, che stanno beneficiando degli interventi della banca centrale.
Sul fronte macroeconomico, in Germania l'indice Ifo di dicembre si è attestato a 105,5 punti, in rialzo rispetto ai 104,7 punti di novembre. Le vendite al dettaglio in Gran Bretagna a novembre sono salite dell'1,6% su base mensile e del 6,4% a livello annuale, con entrambi i dati nettamente superiori al consenso. La Spagna ha collocato 2,616 mld euro in Bonos a 5, 9 e 10 anni nell'ultima asta dell'anno, raccogliendo un ammontare leggermente superiore a quello programmato. Dato importante è quello che emerge dal rendimento massimo dei titoli, in particolare quello del decennale ha aggiornato i minimi storici, attestandosi all'1,752%. Per i Bonos con scadenza 2019 il rendimento massimo è pari a 0,896%, mentre per la scadenza 2023 si è arrivati all’1,588%. (riproduzione riservata)