Nella giornata odierna gli spread periferici dell’Eurozona hanno operato in leggero restringimento rispetto ai valori registrati ieri nonostante la delusione dei mercati legata al meeting della Bce. Dalle parole del Governatore Draghi non sono emerse indicazioni sull’intenzione di avviare nell’immediato un QE e nel complesso la mancanza di novità rilevanti nella politica monetaria ha ampliato le vendite sui mercati obbligazionari. Oggi il differenziale tra Btp e Bund ha aperto la seduta a quota 140 punti base, con il decennale italiano che offriva un rendimento del 2,32%, e la giornata è proseguita in calo fino al minimo intraday a quota 137 centesimi. Andamento analogo per il differenziale Bonos/Bund che, dopo l’apertura a 120 punti, ha proseguito al ribasso.
Sul fronte macroeconomico, oggi l’istituto Markit ha pubblicato il dato definitivo sull’indica Pmi composto dell’Eurozona. Nel mese di settembre l’indicatore si è attestato a 52 punti, in flessione rispetto al dato preliminare ed al consenso, entrambi a 52,3 punti. A livello nazionale il settore dei servizi ha accusato una contrazione, attestandosi a 48,8 punti contro i 49,8 di agosto, in controtendenza rispetto al rialzo del settore manifatturiero evidenziato pochi giorni fa. Nel complesso l’indice aggregato che racchiude servizi e manifatturiero è ora a 49,9 punti, un decimo di punto sotto la soglia che separa le fasi di recessione ed espansione economica. (riproduzione riservata)