Giornata odierna segnata ancora dal nervosismo sul mercato obbligazionario. L’attesa è tutta rivolta alle elezioni in Grecia e al meeting Fomc, con un occhio di riguardo alla situazione russa. Entrambi gli eventi avranno luogo a mercati europei chiusi, per cui l'impatto sarà osservabile solo domani. Secondo gli esperti Atene sarà determinante a prescindere dall'elezione di Stavros Dimas, in quanto gli investitori guarderanno soprattutto la quantità di voti contrari, visti come un segnale concreto per misurare la probabilità di elezioni anticipate. Lo spread a 10 anni tra Btp e Bund, dopo aver toccato un picco a 145 punti base, si è attestasto a 139 punti, con il rendimento del decennale italiano che è tornato al di sotto del 2%. Il differenziale tra Spagna e Germania è invece a 120 punti, con il rendimento spagnolo all'1,%. Il Bund decennale rende lo 0,592%, mentre il benchmark ellenico il 9,1%.
Sul fronte macro, l'inflazione nell'Eurozona a novembre, si è attestata a +0,3% su base annuale. Su base mensile, a novembre, l'indice dei prezzi al consumo è invece sceso dello 0,2%. Inoltre, il costo orario del lavoro nell'area euro è salito dell'1,3% su base annua nel terzo trimestre del 2014 dal +1,4% precedente. Negli Usa invece, i prezzi al consumo hanno registrato hanno registrato il più forte calo dal 2008: l’inflazione è scesa dello 0,3% a novembre (sulla scia dei prezzi del petrolio), dopo essere rimasta invariata nel mese precedente. (riproduzione riservata)