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Giornata molto nervosa per il mercato obbligazionario, con i rendimenti dei paesi periferici sotto pressione. Sostanzialmente invariata la yield curve italiana, con il decennale attestatosi all’1,288%, per uno spread in leggero rialzo a quota 106 punti base, in virtù del rendimento in calo del Bund a 10 anni (0,219%). Invariato il differenziale Bonos/Bund a quota 103 punti. La forte volatilità odierna è imputabile secondo gli analisti alle prese di profitto che hanno colpito il mercato azionario, che oggi ha intaccato anche l’obbligazionario. Molto agitato anche il panorama politico europeo per le elezioni in Andalusia, le amministrative in Francia e l’incontro bilaterale Tsipras-Merkel, i cui effetti sul mercato saranno visibili nella seduta di domani. La possibilità di un accordo sono ancora lontane, ma il tempo per i pagamenti di Atene si fanno sempre più corti. I rendimenti ellenici si sono allontanati dai picchi toccati nelle scorse sedute, ma il decennale resta oltre l’11%. Sul mercato primario il Belgio ha collocato 1,75 mld di Olo a giugno 2025 allo 0,419%, 425 mln di titoli a marzo 2014 allo 0,946% e 882 mln a marzo 2045 all'1,048%, con il decennale e il trentennale sui minimi storici. Diffusi i numeri dell’importo del QE: la Bce ha comprato la scorsa settimana 16,55 miliardi di euro di bond del settore pubblico (titoli di Stato e bond di agenzie e istituzioni), in rialzo rispetto ai 9,751 mld euro della scorsa settimana. Si prospetta inoltre una settimana turbolenta per l’euro/dollaro: molti i discorsi in programma per i membri della Fed, con il cambio oggi tornato a quota 1,09 dollari. (riproduzione riservata)