Giornata segnata dal nervosismo sul mercato obbligazionario. In una situazione di paura generalizzata per le situazione di Grecia e Russia, il Bund decennale ha aggiornato il minimo storico, toccando quota 0,566%, sotto lo 0,6% per la prima volta in assoluto. I rendimenti periferici restano invece sotto pressione: i Btp rendono il 2%, per uno spread di 139 punti base, ma che in giornata è tornato al di sopra dei 150 punti. I Bonos rendono invece l'1,8% per un differenziale Bonos/Bund a 119 punti. Il decennale ellenico rende invece oltre il 9%.
Dati macro odierni confortanti sull’Eurozona: la bilancia commerciale ha registrato a ottobre un surplus di 24 mld euro. Nella lettura preliminare di questo mese inoltre, il l’indice Pmi hanno battuto le attese: l'indice composito è salito a 51,7 punti da 51,1, quello manifatturiero si è attestato a 50,8 da 50,1, mentre quello servizi a 51,9 punti da 51,1 rispetto ai 51,5 attesi. Non convincono però i numeri di Germania e Francia: il Pmi composito preliminare tedesco di dicembre è sui minimi dei 18 mesi (51,4 punti), con 51,2 il manifatturiero e 51,4 il servizi. Da segnalare la crescita dell’indice Zew, salito a 34,9 punti a dicembre da 11,5 del mese precedente. Per quanto riguarda la Francia permane invece la contrazione: l'indice sulla manifattura è sceso a 47,9 punti da 48,4, mentre quello servizi è salito a 49,8 punti dai 47,9 precedenti. Sembrano necessarie quindi misure sa parte della Bce, sottolineano gli analisti. (riproduzione riservata)