In una giornata estremamente povera di dati macro e con i mercati Usa chiusi per il Martin Luther King's Day, l’attenzione dei mercati è stata completamente catalizzata dalle indiscrezioni sul QE. Il presidente francese Francois Hollande ha lasciato oggi intendere che l’annuncio dell’operazione è atteso subito dopo il Consiglio direttivo che si terrà giovedì 22 gennaio. La grande incertezza sull’argomento, verte intorno alle modalità in cui verrà intrapreso. L’acquisto diretto della Bce di titoli di debito degli Stati membri sembra l’ipotesi più logica e funzionale, ma le problematiche sono diverse. Tra le ipotesi che stanno prendendo piede negli ultimi giorni, c’è quella che trova un possibile compromesso nella distribuire sui bilanci delle rispettive Banche centrali nazionali i titoli dei vari Paesi. Secondo le stime degli analisti, l’ammontare dell’operazione sarà da almeno 500 mld euro di titoli di Stato e fino a 250 mld euro di debito corporate non finanziario e di bond sovranazionali. Affinché il QE europeo sia efficace come quello americano, è necessario inoltre un rinnovamento di politiche fiscali e riforme strutturali dei singoli Paesi.
Per quando riguarda gli spread periferici, giornata molto nervosa ma poco mossa: il Btp rende l'1,67% per uno spread di 128 punti base. Il finanziamento della Spagna è all'1,51%, con differenziale di 112 punti. L'Oat ha aggiornato il minimo allo 0,63%, mentre il Bund decennale è tornato di nuovo sotto la soglia dello 0,4%, attestandosi allo 0,39%. (riproduzione riservata)