Sul prevalere dell'avversione al rischio e con la pesantezza delle borse che investe tutta Europa ma in particolar modo Milano per il peso dei titoli bancari, il differenziale fra i tassi dei titoli di riferimento italiano e tedesco nella giornata di giovedì si è ampliato a livelli che non si vedevano dallo scorso febbraio, infrangendo al rialzo quota 131 punti base rispetto ai 117 pb della chiusura di ieri. Il rendimento del decennale tedesco, dopo la risalita di mercoledì, è tornato a scendere sino a 0,096%. La volatilità è quindi tornata a farla da padrone sui mercati. Sul primario, si conclude il collocamento per il Btp Italia aprile 2024, il titolo indicizzato all’inflazione italiana la cui cedola garantita è stata confermata a 0,4%. Con giovedì è iniziata la seconda fase del collocamento, quella riservata agli investitori istituzionali che hanno fatto incetta del titolo dopo i risultati deludenti della prima fase (il retail reputa il tasso minimo piuttosto basso). La richiesta degli investitori istituzionali sul Btp Italia aprile 2024 ha quindi soddisfatto le attese, superando le esigenze del Tesoro e spingendolo ad applicare il riparto. Sommando la domanda retail (4,2 mld di euro), il totale dell’emissione secondo il tesoro italiano ha raggiunto 8 miliardi. Sempre sul fronte della aste, la Spagna ha collocato 3,369 mld di euro di Bonos a 5 anni con rendimento massimo allo 0,579%, a 10 anni all'1,507% e 30 anni al 2,712%. Attiva sul primario anche la Francia, che ha invece collocato 7,997 mld di euro di Oat. Nel dettaglio il Tesoro ha emesso 1,805 mld di titoli a nove anni allo 0,29%, 4,487 mld di bond decennali allo 0,43% e 1,1705 mld di Oat a 15 anni allo 0,87%.