Sui mercati, dopo la positività delle ultime sedute, sono tornate a fare da padrone la cautela e l'avversione al rischio, tanto che il rendimento del Bund decennale ha aggiornato nuovamente il minimo storico a -0,173%. Intanto, sul fronte delle Banche centrali, la BoE ha subito agito in risposta alla Brexit, mentre all'interno della Bce si sono risvegliati i falchi che invece si oppongono a nuove misure accomodanti da parte dell'Istituto di Francoforte. Lo spread Btp/Bund tratta in rialzo a quota 142,379 punti base rispetto ai 138,541 della chiusura di ieri, mentre le Borse europee viaggiano in negativo con il Dax che lascia sul terreno l'1,81%. Gli occhi del mercato sono puntati sulla BoE che stamattina ha annunciato di aver tagliato il Countercyclical Capital Buffer (Ccb) sulle esposizioni delle banche britanniche da 0,5% a zero, aggiungendo che tale misura rimarrà in piedi almeno fino a giugno 2017. Questa è la prima mossa della Bank of England in risposta alla Brexit, e l'Istituto ha calcolato che permetterà prestiti aggiuntivi per 150 mld gbp da parte degli istituti di credito verso famiglie e imprese. Nel frattempo però, sul fronte Bce, Sabine Lautenschlaeger ha affermato che la posizione della Bce è già "straordinariamente espansiva", e che "non c'è bisogno di considerare ulteriori tagli dei tassi". La Banca quindi deve essere paziente e aspettare gli effetti delle misure adottate a marzo. L'indice Pmi composito dell'Eurozona definitivo di giugno, elaborato da Markit, si è attestato a 53,1 punti, invariato da maggio. Il dato non ha scosso l'obbligazionario in quanto gli investitori restano in attesa dei numeri post referendum sulla Brexit, per valutarne gli impatti sul sentiment delle imprese. (riproduzione riservata)