Il nervosismo e' diminuito, grazie anche al recupero dei prezzi del petrolio e all'apertura in rialzo delle Borse europee. La prova del nove per i mercati sarà però l’inizio di settimana prossima con la riapertura dei mercati azionari cinesi. Sul fronte macroeconomico, il Pil dell'Eurozona, secondo la lettura preliminare, e' salito dello 0,3% nel quarto trimestre del 2015 ed e' aumentato dell'1,5% a/a, in linea alle attese del consenso. Il fatto che il prodotto interno lordo non abbia rallentato negli ultimi tre mesi del 2015 fornisce solo un piccolo conforto nell'attuale contesto di turbolenza sui mercati globali e non preclude il bisogno di ulteriori decise azioni di politica monetaria da parte della Bce. Citando i differenziali, lo spread tra l'Ot e il Bund e' tornato in prossimità dei 400 pb, pari ai livelli di inizio 2014. Le motivazioni alla base del movimento sono da ricondurre prevalentemente a fattori di politica interna e ai dubbi della Commissione europea sul budget 2016 di Lisbona. Inoltre gli ultimi dati macro hanno evidenziato alcuni segnali di debolezza. Il Pil preliminare del quarto trimestre e' risultato inferiore alle attese con una crescita trimestrale dello 0,2% ed un dato annuale all'1,2% dall'1,4% del terzo trimestre, mentre il tasso di disoccupazione e' tornato a salire per la prima volta dal primo trimestre 2015. Il prossimo appuntamento rilevante per il Portogallo e' il 29 aprile; l'eventuale declassamento porterebbe i bond portoghesi a livello Sub Investment Grade rendendoli non piu' stanziabili nelle operazioni di rifinanziamento, salvo un lasciapassare straordinario. Lo spread Btp/Bund tratta a 137,84 punti base, in netto calo rispetto alla chiusura di ieri a 153,24 pb. (riproduzione riservata)