Lo spread tratta sotto quota 100 punti base a 98,813 pb dopo la pubblicazione dei positivi Pmi dell'Eurozona e della deludente inflazione della Germania, con massimo a 99,556 pb e minimo a 96,158 pb. I rendimenti obbligazionari sono in calo in scia all'avversione al rischio sui mercati nella seduta odierna, con le Borse europee in forte ribasso dopo il crollo dei listini cinesi. La combinazione tra il calo atteso del 10% delle aste di bond europei e l'acquisto a tutto spiano di titoli di Stato da parte della Banca centrale europea impedirà ai rendimenti di salire in maniera sostanziale. I mercati dovrebbero inoltre prezzare una politica ancora più accomodante che schiaccerà i costi di finanziamento sulla parte lunga delle curve, visto che l'inflazione non rimbalzerà velocemente. Tornando ai dati macro, la lettura definitiva dell'indice Pmi manifatturiero di dicembre del Vecchio Continente si è attestata a 53,2 punti. L'indicatore è in rialzo rispetto ai 52,8 dalla lettura definitiva di novembre e ai 52 del preliminare. I Pmi manifatturieri dell'Eurozona indicano che c’è stato "un ulteriore aumento del vigore del settore manifatturiero dell'Eurozona, con tassi di espansione della produzione e dei nuovi ordini che hanno superato quelli del terzo trimestre. E' molto probabile quindi che il settore contribuirà positivamente al Pil dell'area euro durante il quarto trimestre. Tra tutti i Paesi l'Italia è rimasta alla guida, mentre l'aumento della velocità di crescita della Germania e della Francia han aggiunto ottimismo circa la performance manifatturiera della regione. (riproduzione riservata)