Buona giornata per l'obbligazionario periferico dell'Eurozona. Abbassamenti sensibili per le scadenze più brevi della curva dei rendimenti italiani, con la scadenza decennale all’1,24%. Il costo di finanziamento del Bund ha chiuso in calo allo 0,18%, per un differenziale Btp/Bund a quota 106 punti base. In miglioramento ma non ancora positivi i dati macro dell’Eurozona: l'inflazione annuale si è attestata al -0,1% a marzo, in miglioramento rispetto al consenso e al dato del mese di febbraio, entrambi al -0,3%; +0,6% annuale invece per l’inflazione core. Il tasso di disoccupazione è invece pari all'11,3% a febbraio, in calo rispetto all'11,4% del dato rivisto di gennaio. Gli occhi sono però tutti sulla situazione della Grecia, il cui decennale ha superato l’11,5%. Tsipras ha infatti dichiarato che l’unica via percorribile rimane quella della ristrutturazione del debito, parole che vanificato oltre un mese di incontri e trattative su scala europea. Latita inoltre la lista delle riforme che il governo ellenico deve presentare sul tavolo del Gruppo di Bruxelles. Secondo le ultime indiscrezioni, sembra che Tsipras sia propenso a concedere all'Europa un miglioramento del sistema di riscossione delle tasse, maggiore libertà alle privatizzazioni, un forte impegno nella lotta dell'evasione e un incremento dell'Iva nelle isole. Argomento sensibile è ancora il sistema pensionistico. Secondo gli esperti un compromesso sarà trovato in extremis, dato che la posta in gioco è troppo altra per entrambe le parti; Atene avrà quindi la liquidità necessaria, mentre prosegue la massiccia emorragia di capitali dai depositi bancari ellenici.