Lo spread Btp/Bund tratta in calo a 135,311 pb rispetto ai 138,316 di ieri dopo il buon esito dell'asta di Bot semestrali e dopo che il Pil della GB, nella lettura preliminare del 3° trimestre, ha retto meglio del previsto all'impatto del voto sulla Brexit (0,5% vs +0,3%). I Bot hanno segnato un nuovo minimo storico con il rendimento (-0,295%) in calo di quasi 4 pb rispetto all'emissione precedente; nonostante ciò il rapporto di copertura è stato molto alto. La massa monetaria M3 dei Paesi dell'Eurozona ha registrato a settembre un rialzo del 5% a/a, in rallentamento rispetto al +5,1% di agosto e del consenso. I prestiti alle famiglie sono aumentati dell'1,8% a/a, mentre quelli alle imprese dell’1,9%, entrambi i dati sono invariati rispetto al mese precedente. Ieri ha continuato ad allargarsi lo spread tra i Btp e i Bonos, con il decennale italiano che risente dell'andamento negativo dei sondaggi sul referendum del 4 dicembre. Il voto referendario potrebbe impattare anche sul rendimento del Bund: in caso di vittoria del "no", il costo di finanziamento del decennale tedesco dovrebbe rimanere in un range tra il -0,05% e il + 0,15%. Invece il rendimento potrebbe accelerare fino allo 0,3% se vincesse il “sì”. Secondo il capo economista della Bce, Peter Praet, l'inflazione core deve ancora mostrare un chiaro trend al rialzo e i rischi al ribasso sulla crescita restano significativi. Tutto ciò sembra coerente con un'estensione del QE oltre marzo ai livelli attuali, ma le modalità non sono ancora chiare. Secondo rumors inoltre la Bce starebbe valutando eventuali modifiche al capital key, ai limiti alle emissioni e alla soglia minima di rendimenti. (riproduzione riservata)