Prosegue l’effetto calmante del QE sul mercato obbligazionario europeo, apparentemente impassibile davanti alle tensioni geopolitiche in Yemen che hanno agitato i mercati azionari. Di fatto immobile dunque la curva dei rendimenti dei titoli di stato italiani, con il Btp decennale all’1,31% e il differenziale contro il Bund stabile a 111 punti base, con il costo del decennale tedesco ancorato allo 0,22%. Poco mosso anche il rendimento dei titoli greci nonostante la decisione di ieri dei tecnici dell'Euro Working Group; il decennale ellenico si è attestato all’11%, il biennale al 19% ed il quinquennale al 15%. Come sottolineano gli analisti, sul mercato prevarrà la cautela fino ad una chiara risoluzione della situazione di Atene. Segnali importanti arrivano anche dal mercato primario: il Tesoro italiano ha collocato oggi 2 mld di Ctz biennali con rendimento allo 0,162% dallo 0,219% del 24 febbraio scorso. Nonostante il costo di finanziamento sia sceso sui minimi storici la domanda non ne ha risentito, con il bid to cover in crescita a 1,64. Il Tesoro ha inoltre emesso 979 mln euro di Btpei decennali allo 0% e 521 mln di Btpei a 15 anni allo 0,13%. Domani si terrà invece l’asta dei Bot semestrali. Buoni dati anche dalla Bce. Il governatore della Bce, Mario Draghi, in un'audizione odierna alla Camera ha ribadito l'importanza del piano di allentamento quantitativo, sostenendo che l'impatto del piano della Bce sul pil italiano potrebbe essere nell'ordine di un punto percentuale entro il 2016. La massa monetaria M3 dei Paesi dell'Eurozona ha registrato a febbraio un rialzo del 4% su base annuale. (riproduzione riservata)