Nella giornata odierna gli spread periferici dell’Eurozona hanno aperto la seduta fortemente in restringimento, sulla scia dell’esito del referendum in Scozia. La vittoria dei votanti No all’indipendenza ha infatti allentato le pressioni createsi sui mercati obbligazionari negli scorsi giorni. Il differenziale tra Btp e Bund ha aperto la mattinata a quota 128 punti base, ben al di sotto dei 136 centesimi della chiusura di ieri, con il decennale italiano che offriva un rendimento del 2,38%. Apertura al ribasso anche per lo spread Bonos/Bund che, nei giorni scorsi, aveva scontato il timore che la Catalogna potesse imitare la Scozia ed indurre anch’essa un referendum sull’indipendenza. Nella settimana appena conclusa abbiamo assistito ad eventi importanti quali la riunione del Fomc, la prima Tltro della Bce ed il referendum scozzese che hanno rappresentato i veri market movers per i mercati obbligazionari dell’Eurozona. Nei prossimi giorni gli operatori si concentreranno maggiormente sugli eventi macroeconomici di giornata ed i titoli governativi torneranno a riflettere nuovamente i rischi geopolitici.
Sul fronte macroeconomico odierno da segnalare la pubblicazione dei dati relativi alle partite correnti della zona euro. Secondo le stime della Banca Centrale Europea, nel mese di luglio l’Europa ha registrato un surplus di 18,7 miliardi di euro mentre negli ultimi dodici mesi il saldo cumulato è risultato pari a 237,6 miliardi ovvero il 2,5% del Pil. (riproduzione riservata)