Lo spread tra Btp e Bund continua a trattare poco mosso intorno a quota 128 punti base, nonostante la pessima lettura degli indici Pmi dell'Eurozona preliminari di settembre. L'indice composito è crollato sui minimi da venti mesi, aumentando quindi le pressioni sulla Banca centrale europea che entro fine anno sarà obbligata a ricorrere a nuove misure di allentamento monetario. Nel dettaglio il dato, elaborato da Markit, si è attestato a 52,6 punti, in calo di 0,3 punti rispetto ai 52,9 di agosto e del consenso. L'indice relativo ai servizi è risultato pari a 52,1 punti rispetto ai 52,8 del mese precedente (-0,7) e, anche in questo caso, al di sotto dei 52,8 punti del consenso. Quello manifatturiero, invece, si è attestato a 52,6 punti, in rialzo rispetto ai 51,7 punti di agosto e al consenso a 51,5. L'obbligazionario comunque ha ignorato i dati e la prossima settimana l'attenzione degli investitori si sposterà sui temi politici come, ad esempio, le elezioni presidenziali degli Stati Uniti, l'andamento del petrolio (con la riunione dell'Opec di mercoledì prossimo) e sui dati sull’inflazione dell'Eurozona e degli Stati Uniti. Nel frattempo, sempre sul fronte macroeconomico, il Pil francese del secondo trimestre è stato rivisto al ribasso al -0,1% su base trimestrale da invariato della lettura preliminare e al +1,3% annuale dal +1,4%. Il prodotto interno lordo transalpino nel primo trimestre si era espanso dello 0,6% su base trimestrale e dell'1,3% su base annuale. (riproduzione riservata)