Lo spread Btp/Bund tratta poco mosso a 134,826 pb dopo che la Bce è rimasta ferma. Il Consiglio direttivo ha deciso che i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, marginali e sui depositi rimarranno invariati rispettivamente allo 0,00%, 0,25% e -0,40%. La Bce continua ad attendersi che i tassi di interesse di riferimento si mantengano sul livello attuale ben oltre l'orizzonte del QE. Il Consiglio direttivo conferma l'intenzione di condurre gli acquisti mensili di attività per 80 mld di euro finché non riscontrerà un aggiustamento dell'evoluzione dei prezzi, coerente con il proprio obiettivo di inflazione. Il focus si sposta sul discorso del presidente della Bce; se dovesse confermare il bisogno di mantenere l'attuale grado di accomodamento monetario, un'estensione del piano di acquisti oltre marzo sarebbe probabile. Probabilmente Draghi confermerà che un tapering non è alle porte e manterrà aperte tutte le opzioni. Comunque è presto per parlare di estensione del QE: scade tra 5 mesi e non si può escludere che nei prossimi mesi aumenti l'inflazione. In ogni verrà posta massima attenzione su come la Bce intenda risolvere il problema della scarsità di asset, in quanto costituisce un segnale della propensione a estendere il QE e perché la scelta di un'opzione piuttosto che un'altra ha un impatto sui bond europe. Un aumento del limite di acquisto del 33% dell'emissione avrebbe un effetto positivo sul Bund e vedrebbe il Btp cedere in spread. Un'eliminazione del floor al -0,4% produrrebbe un irripidimento delle curve, riportando nel pool tutti i Bund fino a 7 anni. In assenza di modifiche sarà difficile proseguire gli acquisti oltre l'attuale scadenza di marzo. (riproduzione riservata)