Giornata stabile nel mercato obbligazionario d’Europa, la seduta registra un lieve calo dei rendimenti dei Paesi core, mentre i listini azionari chiudono in rosso. Le vendite più corpose si sono viste dopo che il parlamento tedesco ha approvato il terzo piano di assistenza finanziaria alla Grecia, di cui la Germania è il principale finanziatore, ma il costo del finanziamento del Bund decennale è sceso allo 0,633%, sulla scia del crollo del prezzo del petrolio di fine giornata, mentre il titolo di stato italiano quinquennale ha chiuso allo 0,81%, il decennale all’1,81%, il trentennale al 2,80%. Il Bonos decennale si è attestato all’1,99% per un differenziale con l’omologo tedesco a 135 pt, mentre il Btp/Bund è salito a 117 pt. Considerando le attuali previsioni negative sull’inflazione di medio termine, gli strategist di mercato sono positivi sull’obbligazionario, ed in particolare su quello italiano: se si confrontano i rendimenti del secondario domestico con quelli della Spagna, emerge nettamente l’appeal degli investitori per il Btp, a scapito dei bond spagnoli, penalizzati dalle imminenti elezioni politiche. Dai dati macro arriva l’aumento dello 0,1% dell’inflazione mensile Usa a luglio, contro un atteso +0,2% dopo il +0,3% di giugno. Il livello dei prezzi al di sotto delle previsioni vede il Treasury americano a 10 anni salire a quota 2,224%, sui massimi da una settimana, che ha subito nella chiusura una forte contrazione, tornando sui livelli precedenti dopo il dato inatteso sulla crescita delle scorte di greggio. Nel primario da evidenziare il collocamento della Germania di 4,1 miliardi del nuovo Shatz a settembre 2017, con rendimento al -0,25% e bit-to-cover in calo a 1,4. (riproduzione riservata)