Il secondario italiano resta in territorio positivo, in linea con la quasi totalità del comparto della zona euro, in una seduta in cui permane una certa avversione per il rischio sulla scia delle turbolenze provenienti dalla Cina e delle tensioni in medio-oriente. A destare preoccupazioni anche la lettura dell'inflazione della zona euro attestatasi a dicembre allo 0,2% su anno a fronte di attese per 0,3%. L'analogo indicatore relativo all'Italia, stando ai dati provvisori dell'Istat, mostra un rallentamento nel 2015 per il terzo anno consecutivo. La deludente lettura dei prezzi al consumo accresce le pressioni nei confronti della Banca centrale europea perché intervenga con ulteriori stimoli per riportare l'inflazione vicino al target Bce di poco sotto il 2%. In questo contesto, il tasso del Btp 2 anni, tra i più sensibili alle mosse di Francoforte, è tornato in territorio negativo, cosa che non accadeva da fine novembre. Lo spread tra il Btp a 2 anni con l'analoga scadenza del Bund, che da tempo offre un rendimento sotto zero, viaggia intorno ai 37 punti base, contro i 38 punti di ieri mattina. Dopo la violenta correzione di ieri, che ha visto una chiusura in calo del 7%, oggi la Borsa di Shanghai ha limitato le perdite - chiudendo in calo dello 0,3% - dopo l'intervento della banca centrale cinese che ha iniettato sull'interbancario 20 miliardi di dollari, la cifra più alta da settembre, e fissato un midpoint dello yuan più alto di quanto molti si attendessero. Permangono i segni di quello che è successo ieri con equity e valute ancora sotto pressione e l'obbligazionario ancora ben richiesto. Il Bund è sui massimi di ieri e il Btp stringe qualche punto", spiega un operatore di una banca italiana. (riproduzione riservata)