Il mercato obbligazionario europeo, dopo le forti turbolenze post referendum in Gran Bretagna di venerdì scorso, ha tentato una prima stabilizzazione in fase di apertura, insieme ai mercati azionari, ma il tentativo di recupero è durato poco e l'effetto Brexit continua a farsi sentire. Lo spread Btp/Bund, dopo essere sceso fino a 159,487 punti base, è tornato a salire e tratta ora in rialzo a 163,655 punti base rispetto ai 160,97 della chiusura di venerdì, mentre sul fronte azionario il Dax scende del 2%. Tra gli investitori resta quindi ben presente la cautela, con il rendimento del Bund che continua a trattare in negativo al -0,106% e quello del Gilt che è sceso per la prima volta sotto l'1%. La reazione degli spread della periferia dell'Eurozona è stata negativa post Brexit, ma avrebbe potuto essere peggiore, visti anche i movimenti estremi dei Bund e dei Gilt. Ciò rappresenta probabilmente una buona indicazione del fatto che le misure della Bce, e in particolare il QE, sono efficaci. Nel frattempo i risultati delle elezioni in Spagna dimostrano che i partiti populisti non hanno ricevuto una spinta dal risultato del referendum sulla Brexit. Sul primario il Tesoro italiano ha collocato 693 mln di euro di Btpei a settembre 2032 con un rendimento all'1%, in calo rispetto all'1,22% del febbraio scorso, e con un rapporto di copertura a quota 1,52. Infine, sul fronte macroeconomico, la massa monetaria M3 dei Paesi dell'Eurozona ha registrato a maggio un rialzo del 4,9% su base annuale, in accelerazione rispetto al +4,6% di aprile. I prestiti alle famiglie sono aumentati dell'1,6% a livello annuale dal +1,5% del mese precedente. Infine quelli alle imprese sono cresciuti dell'1,4 a/a, in accelerazione rispetto all'1,3% di aprile. (riproduzione riservata)