Presentati oggi gli ulteriori dati macroeconomici sul Pmi: in Italia l'indice Pmi complessivo a ottobre cresce a 50,4 punti (dai 49,5 del mese precedente) superando la soglia dei 50 punti, che separa le fasi di espansione da quelle di contrazione economica. Cresce anche l’indice dei servizi, che si attesta da 49,2 a 50,8 punti.
Resta debole invece l’indice Pmi dell’Eurozona ad ottobre: l'indice complessivo avanza a 52,1 punti dai 52 punti di settembre (consenso a 52,2), mentre nei servizi l'indice frena da 52,4 a 52,3 punti. Gli economisti hanno letto il dato come un ulteriore rallentamento dell’economia. Sul dato di ottobre hanno pesano la flessione del Pmi dei servizi tedesco a 54,4 punti rispetto ai 55,7 di settembre e l’ulteriore peggioramento del Pmi della Francia, che rimane ancora al di sotto della quota di 50 punti. Sorprende positivamente invece la Spagna, il cui Pmi dei servizi si è attestato a 55,9 punti, in netta crescita. Particolarmente negativo il dato sulle vendite al dettaglio nell'Eurozona, che a settembre sono scese su base mensile dell'1,3%, mentre sono aumentate dello 0,6% a livello annuale.
Listini europei non influenzati dai dati macro Usa: l'indice Ism servizi degli Usa a ottobre è sceso a 57,1 punti dai 58,6 punti di settembre (58 il consenso). La Germania ha collocato oggi 4 mld di euro di Bobl a ottobre 2019; il rendimento medio è stato sceso allo 0,12% dallo 0,14% dell'emissione precedente, attestandosi su un nuovo minimo storico.
Gli spread periferici proseguono in leggero allargamento: il decennale BTP/Bund si attesta a quota 161 punti, il corrispettivo spagnolo a 137 punti base. (riproduzione riservata)