Lo spread Btp/Bund tratta a 151,800 punti base, in lieve rialzo rispetto ai 146,106 punti dell'apertura, mentre l'indice di fiducia economica dell'Eurozona del mese di giugno dimostra che prima del voto sulla Brexit l'espansione dell'economia europea era solida. Nel dettaglio, il dato sulla fiducia economica dell'area euro si è attestato a 104,4 punti, in lieve calo rispetto alla figura di maggio e al consenso, entrambi a 104,6. Tutte le indagini sono state condotte prima del referendum britannico. Per questo, le condizioni complessive segnalate dall'indagine di giugno non hanno niente a che vedere con il referendum. Il dato non tiene conto della Brexit, altrimenti il calo sarebbe stato più marcato. Probabilmente l'allargamento dello spread rispetto all'apertura odierna rappresenta un movimento di correzione, visto che negli ultimi giorni il differenziale tra il decennale italiano e quello tedesco è sceso bruscamente, dopo essere salito in scia alla Brexit. Tuttavia, il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, ha avvertito sui possibili rischi dell'uscita del Regno Unito dall'Unione europea per l'Eurozona. Nel dettaglio Draghi ha sottolineato che gli effetti della Brexit sono difficili da prevedere, ma questo evento potrebbe provocare una riduzione del Pil dell'Eurozona tra lo 0,3% e lo 0,5% rispetto allo scenario base nei prossimi tre anni. L'Istituto di Francoforte, nel suo ultimo report, prevedeva una crescita del Pil dell'area euro dell'1,7% sia nel 2017 che nel 2018. Draghi ha poi esortato i leader europei a risolvere le vulnerabilità nel comparto bancario e a rendere i bilanci statali più favorevoli alla crescita. Nel frattempo, l’IPC in Germania a giugno, è salito dello 0,1% a livello mensile, peggiore delle attese. (riproduzione riservata)