L'indice Zew, che misura la fiducia delle imprese tedesche si è attestato a 48,4 punti (dai 34,9 di dicembre), dato ben superiore alla previsione degli analisti di 40 punti. L’indice è sui massimi dallo scorso febbraio, aiutato dal crollo dei prezzi del petrolio e dal deprezzamento dell’euro. L’attenzione del mercato è però sempre volta al meeting previsto per giovedì, in cui verrà fatta luce sul QE. Il mercato obbligazionario ha vissuto quindi una giornata priva di particolari scossoni, con gli spread periferici poco mossi ad eccezione di quello italiano in restringimento. Il differenziale Btp/Bund si è attestato a 122 punti base, con rendimento all’1,67%. Cresce invece il rendimento del decennale tedesco, che ha ritoccato la soglia dello 0,4%. Restano invece sotto pressione i titoli di Stato ellenici in vista delle elezioni di domenica, con il rendimento del decennale al 9,6%. È questo l’altro driver che guiderà dunque il mercato nel breve; come sottolineano gli analisti: “Annunciare una importante operazione di allentamento quantitativo, che comprenda anche l'acquisto di titoli di Stato, appena prima di elezioni politiche chiave per il futuro dell'eurozona supererebbe largamente il livello di tolleranza per l'azzardo morale che i governatori più accomodanti potrebbero accettare”.
Sul fronte macro internazionale, l'indice Nahb sull'andamento del mercato immobiliare statunitense nel mese di gennaio si è attestato a 57 punti. Il Pil della Cina nel quarto trimestre del 2014 è cresciuto del 7,3%i; nell'intero 2014 il Pil è salito del 7,4%, registrando la crescita più bassa degli ultimi 24 anni. (riproduzione riservata)