Lo spread Btp/Bund ha avviato la seduta in lieve rialzo e tratta a 126,9 punti base rispetto ai 125,523 della chiusura di ieri. L’avvio di seduta è stato poco mosso anche per le Borse europee, che si stanno stabilizzando dopo il recente rally, con il Dax che avanza dello 0,27%. I dati macroeconomici odierni non hanno alterato in maniera significativa l'attuale equilibrio del mercato. A farla da padrone sul mercato oggi è stato l’incontro dei maggiori paesi esportatori netti di petrolio (Opec), le principali notizie trapelate da tale incontro sono state un approccio maggiormente distensivo da parte dell’Arabia Saudita e la rivendicazione di maggiori quote di mercato da parte dell’Iran, che oggi immette nel mercato 2 milioni di barili ma prima dell’embargo viaggiava sui 3,2 quindi almeno un altro milione aggiuntivo. Tali dinamiche non lasciano presagire un forte apprezzamento del petrolio nell’immediato futuro, conseguentemente un sostegno debole all’inflazione e in chiave mercato obbligazionario invece un’occasione mancata di far quadrare i conti. Fintanto che le maggiori banche centrali riusciranno a mantenere tale segmento con una domanda massiva di acquisti i bond rimarranno un asset forte, si ricorda però il cattivo mix deflazione-debito. Senza un sostegno del petrolio, infatti, difficilmente si riuscirà a far aumentare l’inflazione ed in termini reali il debito crescerà di valore, avendo a denominatore l’indice dei prezzi. Questo quadro costituirebbe una cattiva notizia per i debitori a tasso fisso positivo, i quali si troverebbero a scadenza a restituire una somma di denaro maggiore in termini reali di quella promessa in fase di emissione, in cui anche l’inflazione era parallelamente maggiore. (riproduzione riservata)