I bond dei Paesi periferici dell’Eurozona registrano una giornata piuttosto stabile, mentre i rendimenti dei titoli core si attestano lievemente in calo. Nella prima parte della mattinata lo spread tra Btp e Bund decennali ha raggiunto quota 128 pt, per effetto del rimbalzo del Bund dopo il sell-off di martedì, e a seguito di una correzione a metà seduta, ha chiuso in rialzo a 127 pt. Il tasso del Bund tedesco ha segnato una flessione allo 0,709%, mentre il Btp decennale ha chiuso all’1,98%; il differenziale Bonos/Bund è così salito a 140 pt, con il titolo spagnolo invariato al 2,11%. Sulle dinamiche economiche di questi giorni è intervenuto il membro del Consiglio esecutivo Peter Praet, che in un convegno ha richiamato le crescenti preoccupazioni della Bce: a seguito degli sviluppi dei mercati delle materie prime, il target di inflazione del 2% rischia di essere compromesso, e la banca centrale potrebbe essere costretta a rafforzare il proprio programma di quantitative easing. Dal fronte americano invece, arriva il dato degli ordini di beni durevoli, che si attesta oltre le stime nel mese di luglio crescendo del 2%. A incidere sul rialzo sono stati gli investimenti delle aziende in nuovi macchinari, segno del recupero di fiducia per l’andamento dell’economia; il titolo di stato Usa decennale ha visto però crescere il rendimento fin da inizio seduta, e viaggia ora sul 2,14%. Sul mercato primario il Tesoro ha riavviato il programma di emissioni, dopo la pausa estiva, collocando 3 mld del nuovo Ctz agosto 2017, con rendimento allo 0,166% dallo 0,204% dell’asta di giugno. (riproduzione riservata)