Con l’avvicinarsi delle festività, il secondario italiano nella giornata di lunedì si è mosso nel range osservato nella ultima seduta, con l’effetto “post Draghi” che è destinato a permanere ancora per altri giorni. Le attività sull’obbligazionario sino però destinate ad alleggerirsi; il calendario di lunedì non è stato ricco di spunti operativi tali da permettere agli investitori di prendere una direzione precisa. Il mercato aspetterà quindi le prossime indagini per prendere posizione (nuovo Ctz e, in aprile, il nuovo Btp Italia). Nel frattempo, sul fronte della politica monetaria, Francois Villeroy de Galhau, governatore della Banca centrale di Francia, ha puntualizzato come l'Eurozona deve affrontare le pressioni deflazionistiche, sottolineando che i tassi di interesse negativi adottati dalla Banca centrale europea rappresentino solo una parte del più ampio pacchetto di misure volte a stimolare l’inflazione. Sembrerebbe quindi che la Banca centrale europea abbia a disposizione altri strumenti per stimolare l'inflazione e la crescita economica nell’Eurozona; ma la banca, da sola, non può e non riesce a creare le condizioni di base per poter garantire una ripresa “sostenibile”. La palla passa quindi ai paesi stessi che necessitano di riforme ambiziose sia in materia economica e fiscale dato il basso potenziale di crescita e l’aumento strutturale della disoccupazione. In conclusione, lo spread Btp/Bund ha aperto la settimana archiviando la seduta in ribasso a 102,795 punti base rispetto ai 105,808 pb della chiusura di venerdì. (riproduzione riservata)