Lunedì di moderati acquisti sul mercato obbligazionario europeo, con scambi estremamente sottili per il secondario italiano. I rendimenti del reddito fisso hanno segnato due cali principali all’inizio e alla fine delle contrattazioni: il costo del finanziamento del Bund decennale si è attestato in discesa allo 0,631%, mentre la curva italiana segna leggeri ribassi con il titolo quinquennale che ha chiuso allo 0,77%, il decennale all’1,76% e il trentennale al 2,76%. Gli spread Bund/Btp e Bonos/Bund rimangono nei livelli consueti a 113 pt e 130 pt. Sul fronte macroeconomico, la bilancia commerciale dell’Eurozona ha registrato un surplus di 26,4 mld di euro a giugno, in rialzo rispetto all’avanzo di 16 mld di euro del 2014 nello stesso mese, e dati incoraggianti arrivano anche dal report pubblicato oggi dell’agenzia Fitch, sul Pil dell’area euro, che riporta prospettive di una crescita lenta ma costante. Il mercato europeo è stato influenzato, inoltre, dai dati americani sul manifatturiero, con l’indice Empire State Manufacturing che si è attestato a -14,92 pt (rispetto ai 4,8 pt di consenso); dopo il dato il Treasury decennale ha segnato una brusca discesa sotto al 2,15% e viaggia ora sul 2,16%, mentre il cambio Eur/Usd è salito a quota 1,1115, ma ha si è attestato successivamente a 1,1074. Non risulta pesare particolarmente la situazione ellenica, in attesa del voto di mercoledì del Parlamento tedesco, e dopo che la scorsa settimana è stato approvato il terzo piano di aiuti, il mercato sembra dar per scontato il buon esito delle negoziazioni: il tasso sul bond decennale greco ha infatti registrato a metà seduta il minimo all’8,89%, soglia che non si raggiungeva dallo scorso febbraio. (riproduzione riservata)