Seduta dai volumi ridotti per il reddito fisso europeo, con il secondario italiano che non ha risentito delle aste in programma. L’obbligazionario dei Paesi core ha visto i rendimenti scendere di pochi punti percentuali, mentre i periferici sono rimasti stabili, in un contesto di Borse fortemente volatili e in territorio negativo. L’attenzione degli investitori, intanto, si sta spostando dalla Cina all’appuntamento con il Fomc del 16-17 settembre, dopo che gli esperti allontanano la possibilità di un rialzo dei tassi a settembre: Joe Lavorgna, capo economista Usa di Deutsche Bank, crede infatti che la fragilità dei mercati, unita all’inflazione al di sotto della soglia obiettivo, ritarderanno inevitabilmente la mossa di politica monetaria ad ottobre. Il tasso del Bund decennale è sceso allo 0,696%, mentre il Btp italiano a 10 anni ha chiuso all’1,86%, per un differenziale a 116 pt. Il Comitato di politica monetaria della BoE ha deciso, inoltre, di lasciare invariato il programma di Qe, ribadendo la volontà di non procedere a mosse imminenti sui tassi; il Gilt decennale ha chiuso quindi in calo all’1,87%. Questa mattina, inoltre, la produzione industriale e manifatturiera francese di luglio ha deluso le attese, con il settore automobilistico pesantemente penalizzato. Sul mercato primario si evidenzia il successo dell’asta italiana di Bot annuali, con il Tesoro che ha collocato 7,5 mld di titoli con rendimento allo 0,028%, in rialzo rispetto al minimo storico dello 0,011% dell’asta precedente. La domanda è stata pari a 11,27 mld di euro e il rapporto bid-to-cover si è attestato a 1,5; il comparto italiano sul brevissimo termine si conferma così molto forte in attesa delle emissioni dei Btp di venerdì. (riproduzione riservata)