Giornata molto nervosa sul mercato obbligazionario. La forte ondata di vendite si è concentrata nelle prime ore di negoziazione, per poi rallentare verso la chiusura. Trova conferma l’ipotesi che il mercato stia scontando le aspettative di inflazione e di crescita nell’eurozona, con conseguente crollo dei titoli a lunga scadenza. Secondo l’indice BoF-ML Bond Indexes il rendimento medio dei bond europei è aumentato fino allo 0,81%. Il Bund quadriennale tedesco è tornato a toccare l’area positiva mentre il decennale è arrivato poco sotto lo 0,80%: entrambi hanno chiuso di poco al rialzo, con rendimenti rispettivamente a -0,019% e 0,598%. Montagne russe anche per la curva italiana. Il costo del Btp decennale ha superato la soglia psicologica del 2% per poi ritirarsi sotto l’1,80%, mentre il trentennale si è stabilizzato al 2,82% dopo i forti movimenti dei giorni scorsi. I tassi tornano a scendere su tutte le scadenze, con il rendimento biennale a 0,176%, il quinquennale a 0,793% e il decennale a 1,75%. Il Bund trascina giù gli spread con il Btp/Bund che si è fermato a 115 pb mentre il Bonos/Bund a 113 pb. Il sell-off dei giorni scorsi si è fatto sentire anche sul mercato primario. L’asta spagnola di 4,464 mld, spalmati sulle scadenze a 2, 4 e 10 anni, ha riscontrato meno successo delle precedenti con un bid-to-cover in netto calo: in evidenza il rendimento sul decennale salito a 1,893% (era 1,289% ad aprile). La Francia ha invece collocato 8,498 mld di Oat a 8, 10 e 12 anni: il decennale è stato emesso con un rendimento pari allo 0,96%, il doppio rispetto al mese scorso. Il cambio Eur/Usd torna sotto 1,13 e ha chiuso a 1,1285. (riproduzione riservata)