L’obbligazionario europeo resta in attesa. Sul fronte greco la nebbia si fa sempre più fitta ed è sempre più difficile capire le future evoluzioni della vicenda. Nel suo discorso pubblico prima dell’Eurogruppo, Tsipras ha spinto i suoi concittadini a votare no al voto di domenica ma vuole rimanere sul tavolo delle trattative. Merkel e Renzi ribadiscono ad una voce sola la loro contrarietà al referendum e sostengono che il negoziato potrà riprendere solo dopo l’esito di domenica. A prescindere dai prossimi scenari, il rischio contagio per l’Italia è minimo: l’esposizione del settore bancario rispetto alla Grecia è inferiore a 1mld di euro. L’unione bancaria ha rafforzato l’intero settore e la Bce ha gli strumenti per limitare eventuali ripercussioni. Inoltre il consolidamento dei conti pubblici e la credibilità delle riforme sostengono la capacità di assorbimento di possibili shock legati alla crisi greca. La mattinata è stata abbastanza positiva per l’obbligazionario periferico dell’eurozona, ma poi le incessanti voci che rimbalzano da Atene hanno gelato l’entusiasmo. Il rendimento del Bund decennale è salito allo 0,82% mentre rimane vicina ai livelli di ieri la curva italiana: tasso quinquennale all’1,22%, decennale al 2,31% e trentennale al 3,3%. In discesa gli spread: Btp/Bund e Bonos/Bund a 145pb. I buoni dati occupazionali americani e l’indice Ism manifatturiero migliore del previsto hanno spinto al rialzo il rendimento del Treasury che viaggia intorno al 2,4%. Sul primario tedesco, asta tecnicamente scoperta: Berlino ha collocato 3,205mld di Bobl a 5 anni (l’offerta iniziale era di 5mld) allo 0,17%. (riproduzione riservata)