
Hanno debuttato ieri, 13 settembre, i nuovi Maxi Cash Collect di Bnp Paribas, che ha quotato sul SeDeX 15 certificati su altrettanti panieri composti da tre o quattro titoli azionari, tutti con scadenza triennale (9 settembre 2026). Appartengono evidentemente alla categoria dei Cash Collect e come tali prevedono quindi il pagamento di una serie di premi periodici, che in questo caso sono vincolati all’andamento del sottostante, rappresentato da un paniere di tipo «Worst of», che rende cioè rilevante in ogni data di valutazione il titolo che di volta in volta avrà fatto registrare la performance peggiore. Nel caso specifico, i certificati prevedono il pagamento di un premio lordo trimestrale compreso tra lo 0,80% e l’1,40%: questi importi saranno corrisposti se nelle date di valutazione previste nessun titolo del paniere chiuderà al di sotto della barriera, posta a sua volta al 30%, 35%, 40%, 50%, 55% o 60% del rispettivo valore iniziale, a seconda dello strumento. In sostanza, se nemmeno la peggiore delle azioni in gioco («criterio Worst of») avrà maturato una perdita superiore al 70%, 65%, 60%, 50%, 45% o 40% rispetto allo strike, l’importo trimestrale sarà pagato, mentre in caso contrario non sarà distribuito. Si può inoltre apprezzare come tutti questi premi siano accompagnati dall’effetto memoria: gli importi eventualmente non corrisposti potranno essere quindi sempre recuperati in una delle date successive o anche a scadenza, nel momento in cui la condizione di pagamento dovesse risultare nuovamente verificata.
In aggiunta al pagamento di questi premi periodici è inoltre previsto lo stacco di un cosiddetto «Maxi Premio», dal quale prende spunto proprio la denominazione dei prodotti, appunto «Maxi Cash Collect». Si tratta di un importo unico, di tipo incondizionato, che sarà pagato solo al termine del primo trimestre (27 novembre 2023) e che, come detto, sarà svincolato dallo scenario di mercato. Di fatto il Maxi Premio è il primo della serie di premi trimestrali previsti, ma si distingue dagli altri sia per l’ammontare, che nell’occasione potrà andare da un minimo del 14% a un massimo del 20% lordo, sia per la sua natura incondizionata.
Sempre con cadenza trimestrale, partendo però dalla fine del secondo trimestre (14 marzo 2024), cioè da quando potrà iniziare il pagamento dei premi condizionati, è inoltre prevista l’attivazione di una classica opzione di esercizio anticipato, che si potrà realizzare se nelle date di valutazione previste i titoli di ogni paniere faranno tutti registrare una performance non negativa, cioè chiuderanno tutti a un livello almeno pari al rispettivo valore iniziale. Nel momento in cui questa condizione si dovesse verificare, il certificato sarà rimborsato al suo valore nominale (100 euro), maggiorato del premio trimestrale di competenza e di quelli precedenti eventualmente non corrisposti. Al contrario, lo strumento continuerà regolarmente il suo percorso almeno fino alla data di valutazione successiva.
A scadenza, quindi in caso di mancato esercizio anticipato, potranno infine verificarsi due scenari alternativi: a) se i titoli in gioco chiuderanno tutti a un livello almeno pari alla rispettiva barriera, il certificato sarà di nuovo liquidato al suo valore nominale (100 euro), maggiorato dell’ultimo premio di competenza e di quelli precedenti eventualmente non corrisposti; b) se anche uno solo dei titoli chiuderà invece al di sotto della barriera, pagando quindi una perdita finale superiore al 70%, 65%, 60%, 50%, 45% o 40% , a seconda dello strumento, il certificato rimborserà un importo commisurato alla performance del titolo peggiore. (riproduzione riservata)