In un clima in cui sembra essere tornata a prevalere la propensione per il rischio e in cui i governativi italiani sovraperformano quelli tedeschi, in chiusura di seduta il differenziale di rendimento tra Btp e Bund sul tratto a 10 anni è sceso a 116,6 punti base dai 122 di martedì con il tasso del decennale che è calato a 1,31% da 1,35%. Come nei giorni scorsi, il rimbalzo del secondario è viaggiato in parallelo a quello di Piazza Affari che ha archiviato la seduta in territorio positivo sostenuta dai bancari. Nel frattempo, sul primario, il Tesoro italiano ha collocato 3,5 mld di euro di Btp a 3 anni allo 0,05%, 2,75 mld di titoli a 7 anni allo 0,82%, 706 mln a 15 anni all'1,71% e 1,294 mld di Btp trentennali al 2,49%. Da notare l’ottima performance del trentennale che ha registrato un sensibile calo dal precedente 2,758% e il rialzo del rendimento del nuovo tre anni che ha pesato lo spostamento di qualche mese della scadenza tra titolo nuovo e vecchio. Questo rialzo trova riscontro sul clima forse esageratamente positivo della emissione precedente. L’andamento delle aste di Btp sembra quindi un segnale di resilienza del mercato italiano. Nel complesso considerando le turbolenze sui mercati l’asta è andata bene, collocando l’importo massimo su tutte e quattro le linee di bond; i bid-to-cover ratio sono stati relativamente elevati, indicazione del fatto che l’asta sia stata affollata e che la domanda rimane solida, nonostante le tensioni sul fronte bancario. (riproduzione riservata)