Oggi l’Eurostat ha reso noti i dati relativi all’inflazione annua dell’Eurozona che in giugno è rimasta stabile allo 0,5%, in linea con il consenso e con i dati preliminari. Il mese di giugno è il nono mese consecutivo in cui l’inflazione si attesta sotto l’1% su base annua e i dati forniti tengono alti i timori per il rischio di una futura deflazione. Dai dati Eurostat si evidenzia un incremento dei prezzi su base annua dello 0,2% per l’Italia, mentre Grecia e Portogallo registrano tassi negativi rispettivamente dell’1,5% e dello 0,2%. Nei prossimi mesi è atteso un ulteriore rallentamento nell’indice dei prezzi al consumo, sulla scia delle recenti riduzioni nel prezzo del petrolio a dimostrazione che il trend deflativo non è ancora terminato. Sul fronte aste, nella giornata odierna la Spagna ha collocato 3,166 miliardi di euro in Bonos con scadenze suddivise nel medio e lungo termine rispettivamente a tre, otto e diciotto anni. L’emissione è stata positiva, alimentata anche dal contesto favorevole sulla domanda creatosi sui mercati obbligazionari, che ha consentito una riduzione del costo di finanziamento per il Tesoro iberico.
Il differenziale tre Btp e omologhi tedeschi ha aperto la giornata odierna a 163 punti e ha proseguito la mattinata in restringimento fino al minino di giornata a quota 160 centesimi, in concomitanza con la pubblicazione dei dati da parte dell’Eurostat. La giornata è poi proseguita in leggero rialzo con lo spread stabile a 162 punti base. Andamento piatto invece per il differenziale Bonos/Bund che prosegue sui valori di apertura a quota 146 punti. Da registrare solo minime fluttuazioni di giornata in concomitanza con i collocamento dei Bonos sul mercato. (riproduzione riservata)