Mercato obbligazionario ancora in affanno. Gli investitori continuano a liberarsi di titoli governativi dai propri portafogli e il fenomeno non colpisce esclusivamente i bond dell’eurozona. Il rendimento del Treasury decennale viaggia intorno al 2,44%, sui massimi da ottobre scorso. Sul mercato europeo l’attenzione è sempre rivolta alla situazione greca: il governo ellenico ha inviato una controproposta al Brussles Group, dopo le ripetute bocciature dei precedenti piani di riforme da parte dei creditori internazionali. Occhi puntati mercoledì all’incontro, non risolutivo ma essenziale, tra Juncker, Tsipras, Merkel e Hollande. Le vendite sull’obbligazionario dell’eurozona sono iniziate nel primo pomeriggio e hanno colpito particolarmente i titoli core, sui quali il mercato sta iniziando a scontare i dati sulla ripresa economica e le aspettative inflazionistiche. L’Eurostat ha confermato la crescita del Pil dell’eurozona allo 0,4% su base trimestrale nei primi tre mesi dell’anno. Il rendimento sul Bund decennale ha reagito al rialzo, avvicinandosi alla soglia dell’1%, per poi chiudere allo 0,954%. In netto rialzo anche i rendimenti lungo la curva italiana con il quinquennale all’1,14%, il decennale al 2,3% e il trentennale al 3,32%. Il balzo in avanti del tasso sul Bund ha fatto calare, anche se solo marginalmente, i differenziali core/periferici: Btp/Bund a 133pb e Bonos/Bund a 131pb. Sul mercato primario la Germania ha collocato 2,5mld di Bund trentennali indicizzati all’inflazione mentre il tesoro olandese ha collocato 2,985mld di titoli a tre anni, con il rendimento in rialzo ma comunque negativo al -0,032%. (riproduzione riservata)