Giornata ricca di dati macro per l’Eurozona, segnalata da un generale rialzo dei tassi obbligazionari. A pesare sono state le pubblicazioni dei Pmi europei e del dato negativo sulla produzione industriale italiana. L’indice Pmi complessivo dell’area euro frena a 53,9pt dai 54,2 di giugno, mentre l’indice Pmi servizi rallenta da 54,4 a 54 punti. Tra le economie coinvolte nel calcolo, la Spagna è quella che ha mostrato i risultati migliori, con il relativo indice che ha registrato una crescita costante dell’1%, Italia e Francia hanno visto rallentamenti nel Pmi servizi, mentre quello tedesco è rimasto invariato. L’Italia, inoltre, vede allontanarsi l’uscita dalla crisi, con la flessione della produzione industriale di giugno, diminuita dell’1,1% rispetto a maggio e dello 0,3% su base annua. Si registra così il forte rialzo del tasso Bund decennale che chiude allo 0,752%, mentre la curva dei rendimenti italiana si attesta in ascesa: rendimento Btp a 5 anni allo 0,83%, decennale all’1,91%, trentennale al 2,96%. Gli spread core/differenziali si allargano con il Btp/Bund a 116pt, che nella seduta tocca i minimi da maggio, e il Bonos/Bund a 127pt, con il Bonos che si attesta al 2,07%. Sul mercato primario il Tesoro greco ha collocato con successo 813 mln di euro di titoli del debito pubblico semestrali, con il rendimento che è rimasto invariato al 2,97%. La domanda è stata debole con un bid-to-cover a 1,3, così come quella relativa all’asta tedesca di 3,27 mld di euro di Bobl. Berlino ha infatti emesso nella mattinata i titoli a cinque anni, con un tasso allo 0,04%, in calo dallo 0,17% dell’ultima emissione, e con un rapporto di copertura leggermente maggiore. (riproduzione riservata)