Il mercato premia le parole di Mario Draghi al Congresso europeo dei banchieri di Francoforte. I dati macroeconomici hanno evidenziato un’economia stagnante nell’Eurozona e il pericolo di deflazione deve essere scongiurato. Il presidente della Bce si è mostrato deciso ad agire in tempi brevi per riportare l’inflazione al livello target senza ritardi: il QE sui titoli di Stato potrebbe essere annunciato già a dicembre. “In uno scenario del genere lo spread Btp/Bund a fine anno potrebbe arrivare a 120 punti base”, affermano gli esperti. Le parole di Draghi hanno subito avuto l’effetto sperato, con il cambio euro/dollaro che è tornato al di sotto di 1,25. Il rendimento del Btp decennale è sceso su un nuovo minimo storico (2,22%) in scia alle parole del presidente della Bce; in netto calo anche i rendimenti dei titoli di Stato italiani annuali, a quota 0,361%. Il rendimento del Bund a 10 anni si è attestato allo 0,77%. Lo spread Btp/Bund si attesta al di sotto dei 145 punti base. In restringimento anche tutti gli altri spread periferici.
La People’s Bank of China ha tagliato per la prima volta dal 2012 il tasso di riferimento sui prestiti a un anno di 0,4 punti percentuale al 5,6%, dopo diversi mesi di crescente debolezza nell’economia. prima volta dal 2012. La Banca centrale cinese ha anche tagliato il tasso benchmark sui depositi di 0,25 punti percentuale al 2,75%, e ha dato maggiore flessibilità alle banche nella determinazione dei propri tassi di deposito rispetto a quello di riferimento. (riproduzione riservata)