Evitando di poco un’emissione scoperta, la Germania ha collocato 4,108 miliardi di euro in Bund con scadenza a 10 anni. Infatti la domanda totale è stata di 5,007 miliardi di euro, appena sopra i 5 miliardi in offerta. Inoltre, il rendimento è sceso all’1,39% rispetto all’1,41% del mese scorso con un bid to cover che passa dal precedente 1,1 all’1,2. In generale quindi il risultato è soddisfacente, considerando che quest’asta è avvenuta contemporaneamente a quella spagnola.
La Spagna, infatti, ha emesso 1,525 miliardi di euro in Bonos con scadenza a 3 anni e 1,551 miliardi di euro in Bonos con scadenza a 5 anni, superando il target previsto. Il rendimento dei titoli è sceso ai minimi record: per i primi il rendimento è calato dallo 0,987% allo 0,893% ed il bid to cover è stato di 2,05; i titoli quinquennali invece sono stati venduti all’1,402% con una domanda 2,3 volte l’offerta. Si è trattato quindi di una buona asta “sia in termini di ammontare raccolto che di rapporti di copertura, nonostante la continua riduzione dei rendimenti offerti", come affermano i fixed-income strategist di Rabobank.
Continuano poi ad aumentare le attese per l’esito del meeting del Fomc, il cui comunicato è atteso per questa sera. Il consenso è per il mantenimento della politica attuale ed è di grande interesse la conferenza del presidente della Fed Yellen per qualsiasi indizio sulle tempistiche del rialzo dei tassi.
Lo spread tra i Btp ed i titoli tedeschi ha passato la mattinata stabile intorno ad i 153 punti base, ma poi è cresciuto, arrivando ad un massimo di 160 punti. Il differenziale tra i Bonos spagnoli ed i Bund ha iniziato sui minimi con 130 punti, continuando gradualmente ad aumentare e toccando il picco di 142 punti base a metà giornata.