Ennesima giornata di stabilizzazione per il mercato obbligazionario globale. Nella seduta di venerdì sono stati pochi i movimenti significativi sul mercato obbligazionario europeo. Il Bund decennale tratta allo 0,65% circa di rendimento e quello del Btp all'1,76%. Lo spread tra i due contratti è risultato a sua volta stabile, attorno a 113 punti base, dopo che il Parlamento greco che ha approvato stamattina il 3* piano di aiuti. I rendimento degli indici bond emerging markets e corporate high yield hanno a loro volta consolidato sui valori delle precedenti sedute, senza particolare nervosismo. L'Eurogruppo del pomeriggio, per approvare la bozza del MoU concordata a livello tecnico fra i rappresentanti dei creditori e il governo di Atene, si preannuncia complesso dopo che ieri il ministero delle finanze tedesco ha fatto circolare un documento che solleva alcune questioni, come la necessità del coinvolgimento dell'Fmi nel piano di aiuti. Nel caso non fosse raggiunta un'intesa definitiva, la Commissione Ue ha già deciso di concedere un ulteriore prestito ponte da circa 6 miliardi di euro. Sul fronte dei dati macro, l'inflazione dell'Eurozona è scesa a luglio dello 0,6% m/m ed è salita dello 0,2% a/a e quella core ha registrato un -0,7% m/m e un +1% a/a, come da attese. Leggermente peggiore invece il Pil del 2* trimestre che è cresciuto solo dello 0,3% t/t e dell'1,2% a/a. La crescita del Vecchio Continente, specifica Luca Mezzomo, responsabile di analisi macroeconomica della direzione studi e ricerche di Intesa Sanpaolo, continua a un passo moderato, senza segnali di accelerazione ma con una significativa riduzione del divario fra centro e periferia apertosi durante la crisi del debito.