Si conferma il tono da colomba di Mario Draghi che ribadisce la sua attenzione verso la persistenza dei fattori che rallentano l’inflazione. Nella riunione di politica monetaria di dicembre verrà riesaminato il grado di accomodamento della politica monetaria in base alla proiezione degli esperti dell’Eurosistema. Nel frattempo, ha precisato il presidente, il programma di acquisto di asset è possibile che prosegua oltre settembre 2016, nel caso in cui il trend dell’inflazione deluda. Il rendimento degli Schatz tedeschi a due anni ha aggiornato il minimo storico al -0,37%, proprio durante il discorso di Draghi. Tale andamento al ribasso riflette la crescente speculazione su un taglio del tasso sui depositi da parte della Bce. I titoli tedeschi a due anni stanno viaggiando da marzo a una media di 3 punti base sotto al tasso sui depositi. In calo il rendimento del decennale italiano che si è attestato a 1,603%, registrando una variazione di -1,75% rispetto alla seduta precedente. Più stabile invece il bund tedesco a quota 0,615%; lo spread è sceso sotto i 100 punti base fino al minimo intraday a 97,158 pb, per poi stabilizzarsi a 99,10 pb. Roma ha collocato 2 mld di euro di Btp a 3 anni con rendimento al nuovo minimo storico allo 0,11%, 2,5 mld di titoli settennali con costo di finanziamento che e' sceso sotto l'1% allo 0,98%, 553 mln di Btp a 24 anni al 2,64% e 447 mln di Btp a 25 anni al 2,71%. I rendimenti sono in picchiata, le coperture sono state ottime e l'effetto Draghi continua a farsi sentire in vista di un possibile aggiustamento del QE nella riunione di dicembre. L'intervento della Bce a fine anno sembra sempre più probabile. (riproduzione riservata)